E' possibile comunicare senza parole?

Tag: Web, Tablet, Smartphone, IOS, Android

Gli emoji, nati in Giappone alla fine degli anni ’90 e poi arrivati in Occidente grazie all’inserimento nelle tastiere dei dispositivi Apple ed Android, sono simboli che vanno ad integrare testi di sms, e-mail, chat e social e sono un'evoluzione degli emoticon, nati negli anni '80 per rappresentare tipograficamente sui monitor un viso.  

La crescita di questa nuova modalità di comunicazione non accenna a rallentare.

Qualche giorno fa, gli ingegneri di Instagram, hanno svelato che circa la metà dei testi scritti sulla loro piattaforma contiene almeno un emoji. Gli italiani, per esempio, li usano in circa il 45% dei commenti.

Gli emoji sono divisi in circa 60 categorie, la più utilizzata è quella delle faccine felici, circa il 45 % del traffico mondiale, subito dopo le faccine tristi circa il 15%, i cuori circa il 13% e i segni delle mani circa il 5%. Nelle Ultime posizioni troviamo le categorie degli attrezzi da lavoro, dei film e fanalino di coda, dei libri.

Inoltre, in uno degli ultimi aggiornamenti, Apple, dà la possibilità di utilizzare emoji multietniche e gay friendly, infatti, gli utenti potranno scegliere il colore della pelle e icone che rappresentano coppie omosessuali. 

Poiché la società attuale tende sempre di più ad ottimizzare i tempi, in futuro gli emoji andranno a sostituire quasi completamente i testi? Rimpiangeremo i tempi in cui i sentimenti si esprimevano con le parole e i baci erano reali?